Proposte di lettura

Non basta diventare grandi per essere adulti / Emily Mignanelli

“Adulto è chi ha preso in carico il bambino che è stato […]

Adulto è colui che ha curato le ferite della propria infanzia […] riconoscendo la verità dei sentimenti passati che, se non ascoltati, diventano presenti, futuri, eterni. 

Adulto è colui che smette di cercare i propri genitori ovunque e ciò che loro non hanno saputo o potuto dare.

E’ qualcuno che non cerca compiacimento, rapporti privilegiati, amore incondizionato, senso per la propria esistenza nel partner, nei figli, nei colleghi, negli amici.

Adulto è chi si assume le proprie responsabilità […] le responsabilità delle proprie scelte, delle proprie azioni, delle proprie paure, delle proprie fragilità.

[…]

Chi da bambino è stato umiliato, chi ha pensato di non essere stato amato abbastanza, chi ha vissuto l’abbandono e ne rivive costantemente la paura, chi ha incontrato la rabbia e la violenza, chi si è sentito eccessivamente responsabilizzato, chi ha urlato senza voce, chi la voce ce l’aveva ma non c’era nessuno con orecchie per sentire, chi ha atteso invano mani, chi le mani le ha temute.

Per tutti questi “chi”, se non c’è stato un momento di profonda rielaborazione, se non si è avuto ancora il coraggio di accettare il dolore vissuto, se non si è pronti a dire addio a quel bambino, allora l’adultità è un’illusione.

Ho paura di questi bambini feriti travestiti da adulti, perchè se un bambino ferito urla e scalcia, un adulto che nega le proprie emozioni è pronto a fare qualsiasi cosa.

Un bambino ferito travestito da adulto è una bomba a orologeria.” [cit.]

Nel suo ultimo libro “Non basta diventare grandi per essere adulti”, Emily Mignanelli invita ognuno di noi a compiere un lavoro di profondo scavo interiore, indispensabile per smascherare e disinnescare copioni tossici che creano sofferenza e rendono prigionieri.

Ma questo libro dice molto di più. La violenza trova la sua origine nell’infanzia, momento che vede il coinvolgimento di due soggetti: il bambino e il genitore, talvolta depositario di schemi educativi scorretti.

E’ chiaro quindi che la violenza va contrastata sul piano preventivo, pedagogico e di sostegno familiare.

Se questo lavoro di prevenzione ed educazione non viene compiuto, la violenza si trasmetterà di generazione in generazione, con effetti devastanti per tutte le persone coinvolte, qualche volta con esiti tragici.

Un libro importante, illuminante e necessario, in cui l’autrice guida il lettore con uno stile accattivante, diretto e accessibile. I capitoli sono corredati da efficaci esercizi di archeologia interiore.

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