Coronavirus: il distanziamento non è sociale ma solo fisico

LE PAROLE SONO IMPORTANTI, HANNO UN PESO E UN SIGNIFICATO

Da quando è iniziata la pandemia che ha sconvolto le nostre abitudini e il nostro stile di vita, limitandoci per un lungo periodo all’ interno di spazi chiusi, una delle espressioni maggiormente utilizzate da politici e media per invitare i cittadini a non veicolare il virus del Covid-19 è stata “distanziamento sociale”.

Si tratta tuttavia di un grossolano errore lessicale, perché non è un “distanziamento sociale” che va mantenuto, ma un “distanziamento fisico”.

La differenza tra i due termini è stata ben spiegata da Martin W. Bauer, professore di psicologia sociale e metodologia della ricerca presso la London School of Economics: “La distanza fisica è misurata in metri o centimetri. È la distanza geografica dalla persona A alla persona B, mentre la “distanza sociale” è una misura della distanza attraverso i confini sociali”.

Sottolineare la differenza tra i due termini è fondamentale, sia perché mai come in questo particolare periodo storico abbiamo bisogno di rafforzare un avvicinamento sociale – pur mantenendo il distanziamento fisico -sia perché l’utilizzo del termine “distanziamento sociale” rappresenta un falso storico.

Se si analizza quanto è avvenuto negli ultimi mesi, infatti, notiamo che mai come in questo periodo abbiamo assistito ad un avvicinamento sociale molto forte: le persone hanno socializzato da un balcone all’altro cantando, applaudendo e ringraziando il personale sanitario, si sono lanciati auguri e canti in occasione della Festa del 25 Aprile e del 1° Maggio, si è manifestata amarezza per le vittime del Covid-19, i giovani si sono adoperati per fare commissioni per anziani vicini di casa, si sono moltiplicati i messaggi tra parenti e amici per accertarsi dello stato di salute e per farsi forza e rassicurarsi l’uno con l’altro.

Insomma, gli esempi di avvicinamento sociale durante e dopo il lock-down sono stati tantissimi, eppure ancora si continua a parlare di distanziamento sociale invece che di distanziamento fisico. Jeremy Freese, professore di sociologia alla Stanford University negli Stati Uniti, asserisce che “Il distanziamento sociale fa sembrare che le persone dovrebbero smettere di comunicare tra loro, mentre invece dovremmo preservare quanto più possibile il concetto di ‘essere comunità’ anche mentre manteniamo le distanze fisiche gli uni dagli altri”.

Le parole sono importanti, hanno un peso e un significato e, se ribadite in maniera martellante, ci entrano nelle ossa. Ecco perché è importante superare questo equivoco semantico ed imparare ad usarle in maniera appropriata, sottolineando che il distanziamento da rispettare è solo di tipo fisico. Anzi, impegniamoci affinché non diventi sociale, perché la dimensione fisica si recupera in fretta, quella sociale no.

Dott.ssa Francesca Baratto, psicologa, esperta in criminologia per Dcd

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